La dipendenza da smartphone ha un nome clinico ufficiale: ecco quale
Postato da Simone Parolari il 4 Aug 2014 - 11:39 PM | In Curiosità, In Evidenza | Con 0 Commenti

Siamo in molti ad amare il nostro smartphone, ma a volte ci vuole poco per valicare il confine. Secondo le ultime ricerche del Pew Research Center, il 90% degli utenti americani possiede untelefono cellulare, ed oltre la metà di questi uno smartphone. Fra questi, c’è una piccola percentuale che ha sviluppato una forma di attaccamento psicologico al proprio dispositivo.

Dipendenza da smartphone

Fonte: Telegraph

Si chiama “nomofobia”, abbreviativo di “no-mobile-phone phobia le cui prime apparizioni risalgono al 2008, ed è un fenomeno dilagante soprattutto nei giovani utenti. I sintomi includono attacchi di panico o disperazione quando non si usa lo smartphone per lunghi periodi, e non si riesce al tempo stesso a concentrarsi sulle conversazioni o sul lavoro.

Il nomofobo ha la necessità di controllare costantamente lo smartphone, alla ricerca di nuove notifiche in arrivo. Alcuni utenti affetti gravemente dalla patologia sentono il telefono squillare anche quando questo non accade (cellphone vibration syndrome). Secondo quanto segnalato da David Greenfield, assistente clinico nella facoltà di Psichiatria alla Scuola di Medicina del Connecticut, l’attaccamento al proprio smartphone è simile ad altri tipi di dipendenza che comportano una disregolazione della dopamina.

La dopamina è un neurotrasmettitore che regola il “sistema di ricompense” del cervello, ovvero motiva le persone a compiere azioni per cui si pensa che si riceverà un premio: “Ogni volta che si riceve una notifica sul telefono, c’è un piccolo aumento della dopamina che ci informa che potrebbe essere qualcosa di interessante, sia questo un messaggio di testo da un mittente particolarmente gradito, un’email, o qualsiasi altra cosa”, sono le parole del professore durante un’intervista.

“Il fatto è che non sai quando arriverà una nuova notifica, e questo costringe il cervello dell’utente affetto dalla patologia a continuare a controllare. È come se fosse una piccola slot machine.”

Alcuni sondaggi di Harris Interactive condotti nell’autunno del 2013 riportano l’entità del fenomeno in numeri. Il 63% degli intervistati sosteneva di controllare il proprio smartphone per nuove notifiche almeno una volta ogni ora, mentre il 9% lo faceva ogni cinque minuti. Il 63% degli intervistati, inoltre, dichiarava di rimanere infastidito quando dimenticava lo smartphone a casa, e la maggior parte ammetteva di tornare per recuperarlo.

La nomofobia non è una patologia estremamente nota e diffusa, principalmente perché chi ne è affetto non ne è consapevole: “Come con qualsiasi altra forma di dipendenza, il diniego è il primo segno distintivo della malattia”, sono le parole dello psichiatra Dale Archer durante un’intervista con Business Insider. “Inoltre, i sintomi non sono così evidenti in tutti i pazienti affetti dalla patologia. Come con le altre dipendenze, ho il sospetto che solamente l’1% della popolazione abbia problemi tali da influenzare la quotidianità delle proprie vite”.

La nomofobia è un fenomeno di cui si parla ormai da parecchi anni, da quando il settore degli smartphone si è rivolto alle masse, e rientra all’interno di un campo più ampio, ovvero quello della dipendenza da internet. Solo di recente, tuttavia, alcuni psicologi hanno proposto di aggiungere la nomofobia all’interno del DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), ovvero nel manuale delle patologie riconosciute ufficialmente.

È importante creare delle linee guida, secondo Archer, per cercare di arginare la dipendenza da internet e dal proprio smartphone, iniziando con semplici regole da imporsi autonomamente: smettere di inviare messaggi mentre si guida, non portare dispositivi elettronici in bagno, non usare lo smartphone durante un’uscita con gli amici o un appuntamento in generale; questi potrebbero rappresentare un buon inizio per distaccarsi, quando possibile, dalla dipendenza dalla tecnologia.

di Nino Grasso per HWupgrade

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