Decreto Franceschini in vigore, iPhone e iPad aumentano
Postato da Simone Parolari il 24 Jul 2014 - 11:48 PM | In In Evidenza, Notizie | Con 0 Commenti

Entra in vigore l’aggiornamento della tassa di rappresaglia a firma Dario Franceschini, ed ecco come i listini per i consumatori di adattano alla nuova legge. Come al solito prendiamo a riferimentoApple che ha un listino imposto, ma ovviamente il discorso si estende a qualsiasi altro produttore che è stato gravato della tassa più controversa in ambito IT italiano. Ricordiamo brevemente i punti chiave della nota ministeriale, anche perché raramente capita di leggere così tante menzogne in così poco spazio, firmate da un Ministro della Repubblica:

– GARANTITA LA CREATIVITÀ
“Con questo intervento – ha commentato Franceschini – si garantisce il diritto degli autori e degli artisti alla giusta remunerazione delle loro attività creative, senza gravare sui consumatori.

– CAPZIOSO CHI PARLA DI TASSA SUI TELEFONINI A CARICO DEI CONSUMATORI

NESSUN AUTOMATISMO SUI PREZZI DI VENDITA
“Il decreto non prevede alcun incremento automatico dei prezzi di vendita. Peraltro, com’è noto, in larga parte gli smartphone e tablet sono venduti a prezzo fisso”.

Come abbiamo già fatto notare in un precedente articolo (Ecco come paga il consumatore l’equo compenso), il decreto va a gravare sui consumatori, eccome. Franceschini dimostra poi in maniera lampante, nel migliore dei casi, di essere stato consigliato da gente senza alcuna vergogna. Lo sentiamo dalle sue stesse parole in questo video, al minuto 11:10: si dice che scaricare la tassa sui consumatori è contro la direttiva europea, e che la maggior parte degli smartphone e tablet hanno prezzo fisso.

Entrata in vigore la nuova versione della tassa di rappresaglia che sarà ricordata con il binomio Bondi-Fransceschini, ecco come i produttori hanno prontamente adeguato i listini (prezzi in Euro):

iPhone 5s 16GB iPhone 5s 32GB iPhone 5s 64GB
prima 729,00 839,00 949,00
oggi 732,68 843,76 954,25
differenza +3,68 +4,76 +5,25

Differenze modeste se calcolate in termini percentuali, ma di fatto la tassa è andata ad influire immediatamente sul prezzo finale di iPhone 5s, preso a riferimento. Se calcoliamo poi che si vendono circa 2-3 milioni di iPhone all’anno in Italia si capisce come si faccia in fretta a parlare di milioni di Euro e solo da un modello di smartphone fra quelli venduti. Non stiamo contando quelli Android, che sono la stragrande maggior parte.

iPad Air 16GB
Wi-Fi
iPad Air 32GB
Wi-Fi
iPad Air 64GB
Wi-Fi
iPad Air 128GB
Wi-Fi
prima 479,00 569,00 659,00 749,00
oggi 481,56 572,54 663,03 753,03
differenza +2,56 +3,54 +4,03 +4,03

Ovviamente tutto il listino è stato aggiornato, con riferimento ai modelli che sono soggetti alla tassa di rappresaglia. Qui l’esempio di iPad Air in versione Wi-Fi, mentre di seguito quella riferita ai modelli con connettività 3G/LTE.

iPad Air 16GB
Wi-Fi + Cellular
iPad Air 32GB
Wi-Fi + Cellular
iPad Air 64GB
Wi-Fi + Cellular
iPad Air 128GB
Wi-Fi + Cellular
prima 599,00 689,00 779,00 869,00
oggi 601,56 692,54 783,03 873,03
differenza +2,56 +3,54 +4,03 +4,03

I rincari, sebbene leggermente inferiori a quelli attesi, ci sono stati. Le bugie hanno le gambe corte e a noi non resta che attendere una  spiegazione dal Ministro che probabilmente non arriverà mai, una giustificazione per questa macroscopica gaffe che non fa che consolidare la certezza che la legge sia stata scritta sotto dettatura SIAE, senza quasi averne presa visione. Qualsiasi persona di buonsenso troverebbe assurdo pagare una tassa sulla scheda memoria dellamacchina fotografica per l’equo compenso (non ci finiranno mai delle copie private di contenuti protetti dal diritto d’autore, se volete approfondire abbiamo scritto un intero articolo sull’argomento).

Oggi siamo alla prova del 9 di tutta questa farsa, con aumenti sotto gli occhi di tutti tranne di chi non vuol vedere, e non perde occasione di affermare che si tratta di una legge giusta, equa e motivo di vanto, prendendo a riferimento 2 stati europei e ignorandone 25, ascoltando solo una piccolissima parte dei partecipanti al tavolo di consultazione e fregandosene del tutto delle decine di migliaia di firme raccolte dalle associazioni di consumatori.

Vi lasciamo con una chicca, quelle cose che passano in silenzio grazie all’oblio che il tempo regala. Gli europarlamentari del PD Gianluca Susta, Gianni Pittella, David Sassoli e Luigi Berlinguerpresentarono nel 2010 un’interrogazione parlamentare alla Commissione Europea denunciando il decreto sull’equo compenso a firma Sandro Bondi, ritenuto sbagliato perché tassava senza alcuna logica i dispositivi elettronici, limitava la diffusione della cultura e bloccava lo sviluppo degli strumenti digitali a danno dei consumatori italiani. Franceschini lo ha copiato e alzato le tariffe.

di Alessandro Bordin per HWupgrade

Lascia un commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>